Ho amato questo libro come tutti gli altri della Giannone! Adoro il suo modo di raccontare e trascinarti nelle vicende delle protagoniste. Ha una delicatezza unica ❤️
Gli anni in bianco e nero
Dall'autrice di La Portalettere e Domani, domani.
«Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero.»
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
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Autore:
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Edizione:2
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Flo 15 luglio 2026Stupendo
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Martina Gallo 12 luglio 2026
Salento anni ‘60. Domenica, “Nica”, è la più giovane delle sorelle Elia e studia al liceo. Maria, la prima, è dolce e morigerata. Giovanna, la seconda, è risoluta, rivoluzionaria e politicamente impegnata. Ada invece è riflessiva, introversa e amante della lettura. Quattro sorelle che non potrebbero essere più diverse una dall’altra ma sono più unite che mai. Mentre Maria e Giovanna lavorano come sarte e modiste con la mamma nell’atelier di famiglia, Nica sogna di diventare regista e con la sua amata cinepresa immortala ogni aspetto della vita che la colpisce: dettagli e panorami, sguardi segreti e occhiate furtive. Tra amori sbagliati, rivoluzioni studentesche, relazioni clandestine la vita delle sorelle Elia è piena di colpi di scena. Ci ritroviamo, insomma, di fronte ad un “Piccole donne” in chiave moderna, in un’epoca di grandi cambiamenti sociali ed emancipazione femminile. Quello che per Nica è inizialmente un passatempo si trasforma ben presto in un progetto di vita capace di stravolgere il bianco e nero del passato per farlo splendere di colore. Con una trama incalzante e magistralmente costruita, questo ultimo romanzo di Francesca Giannone si riconferma un successo indiscusso.
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FrancoB 10 luglio 2026Emozionante
Ho terminato di leggere il tuo romanzo “Gli anni in bianco e nero” e, appena chiuso il libro, l'ho portato a mia moglie quasi fosse un trofeo, per dirle che una storia così intensa non l'avevo mai letta. Ieri sera mi ero fermato a poche pagine dalla fine. Poco dopo, mentre lavavo un limone nel lavandino per portarlo in tavola e osservavo l'acqua scorrere, cercavo con fatica di trattenere le lacrime quasi che quell’acqua richiamasse le mie emozioni trattenute e pulissero l’io interiore. Alle domande di chi mi stava accanto non riuscivo quasi a rispondere: la voce si spezzava per l'emozione incontenibile che mi aveva lasciato il momento in cui Mimì realizza il suo primo film. C'è un profondo bisogno di storie come questa, capaci di ammorbidire l'animo delle persone e di ricordarci quanto la letteratura possa illuminare ciò che spesso dimentichiamo. Grazie per averci donato questa luce interiore. Il tuo romanzo invita a guardare dentro di sé e a riflettere su un passato che, in fondo, è ancora molto vicino, e sulla condizione delle donne, raccontata con una forza e una sensibilità straordinarie. Con le tue parole hai saputo imprimere nella mente di chi legge un film in bianco e nero, ma colmo di emozioni a colori. È un'immagine che resterà con me a lungo. Grazie di cuore.
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